Osteria Francescana non si affaccia sul mare o sulla montagna.
Non si vedono né campanili né piazze.
È l’immaginazione a disegnare il nostro orizzonte.
NEVER STOP PLANTING è un paesaggio di idee.
Ogni mese: arte, storie, ispirazioni.
L’ARTE È POP!
L’artista britannico Damien Hirst è tra i più celebri esponenti degli Young British Artists, il gruppo che negli anni Novanta ha rivoluzionato il mondo dell’arte. Il suo lavoro attinge al linguaggio della quotidianità per trasformarlo in potenti icone visive. Oggetti, immagini ed esperienze immediatamente riconoscibili diventano strumenti attraverso cui indagare questioni esistenziali profonde.

Credits: Nicole Marnatti
Nel 1975, a dieci anni, Hirst rimase colpito da un presentatore che in un programma TV per bambini creava dipinti colorati servendosi di una macchina rotante motorizzata, realizzata in cartone. Ispirandosi a quel ricordo d’infanzia, nel 1992 Hirst iniziò a sperimentare la tecnica dello spin painting: il colore viene versato su una superficie in movimento e la forza centrifuga lo proietta verso l’esterno, generando cerchi e traiettorie astratte dagli effetti vibranti e ipnotici.
Ciò che nasce come un gesto ludico si trasforma così in una meditazione sul caso: l’artista dà inizio al processo, ma non può mai determinarne completamente il risultato. «Ogni volta che ne finisco uno, ho subito voglia di farne un altro», ha raccontato Hirst. Il movimento circolare e caotico di queste opere diventa metafora della vita stessa, mentre l’immediatezza della tecnica dello spin painting suggerisce che chiunque possa essere un artista.

Credits: Callo Albanese
«Beautiful Psychedelic Spin-painted Veal si ispira al lavoro audace e vibrante di Damien Hirst. Ho reinterpretato l’approccio giocoso dell’artista alla pittura attraverso salse dai colori accesi, che richiamano il vortice dinamico dei suoi Spin Paintings. Cucinare non significa solo nutrire: è un modo per esprimersi. Ogni piatto ha il potenziale di combinare sapori, raccontare storie ed evocare emozioni.»
Massimo Bottura

Credits: Davide Piferi De Simoni
Nella serie The Last Supper (1999), Hirst si appropria del linguaggio visivo delle confezioni farmaceutiche, sostituendo i nomi dei medicinali con quelli di alimenti comuni. Il risultato è al tempo stesso ironico e perturbante. Cibo e medicina diventano quasi intercambiabili: sostanze che ingeriamo per nutrire, sostenere, curare il corpo. Eppure, il titolo introduce una terza fonte di nutrimento. Le tredici stampe evocano Cristo e i dodici apostoli durante l’Ultima Cena, riunendo cibo, medicina e religione attorno a un’unica domanda: in che cosa riponiamo la nostra fede quando cerchiamo la salvezza?

Credits: Callo Albanese
La metamorfosi delle farfalle, da bruco a crisalide fino a creatura alata, le ha rese da sempre metafore della bellezza e della fragilità dell’esistenza. Hirst rende tangibile questa contraddizione. La farfalla che nell’opera appare così intensamente viva è, in realtà, morta. Le tele con le farfalle diventano così effimere ed eterne, gioiose e tragiche, perfette e imperfette allo stesso tempo.
Le farfalle di Hirst sono più di una decorazione. Fermandole nel momento di massimo splendore, l’artista crea un’immagine che è insieme una celebrazione della vita e un memento della mortalità, catturando la natura abbagliante e fugace dell’esistenza umana.
L’Arte è Pop!
Hirst parte da ciò che già conosciamo, per poi metterci davanti allo specchio.
Con un cambio di prospettiva, l’artista porta in primo piano proprio quelle domande che la cultura pop tende a lasciare sullo sfondo:
Quanto della nostra vita è davvero sotto il nostro controllo?
In che cosa crediamo?
Che cosa rende la bellezza preziosa ed eterna?
NEVER STOP PLANTING


