Osteria Francescana non si affaccia sul mare o sulla montagna.
Non si vedono né campanili né piazze.
È l’immaginazione a disegnare il nostro orizzonte.
NEVER STOP PLANTING è un paesaggio di idee.
Ogni mese: arte, storie, ispirazioni.
L’arte è Untitled, ‘Senza Titolo’.
L’esperienza prima della spiegazione.
Il gusto prima della tecnica.

Credits: Ph Mart Rovereto, Alessandro Nassiri, 2020
In passato, le opere d’arte non avevano titoli.
Si riconoscevano per ciò che mostravano, come Madonna col Bambino o Banchetto Nuziale.
I titoli si diffondono a metà del XVIII secolo, quando saloni, musei e case d’asta iniziano a chiedere nomi chiari per catalogare e vendere.
Poi, nel 1917, Marcel Duchamp compie un gesto radicale.
Prende un orinatoio prodotto in serie, lo ruota, lo firma “R. Mutt 1917” e lo intitola Fountain.
Per Duchamp, cambiando la funzione di un oggetto, si trasforma anche il suo significato.
Da quel momento in poi, il titolo non è più una semplice etichetta: diviene parte dell’opera, e cambia per sempre il modo in cui guardiamo e pensiamo l’arte.
Untitled nasce da questo cambiamento.
Quando il titolo diventa pratica comune, alcuni artisti moderni e del dopoguerra scelgono di farne a meno, trasformando l’assenza del nome in un gesto artistico deliberato.
Anziché offrire un indizio o una direzione, decidono di lasciare uno spazio aperto, permettendo al significato di emergere nell’incontro tra l’opera e chi la osserva.

Credits: © Archivio fotografico Mart, Jacopo Salvi 2020
L’artista italiano Carlo Benvenuto si muove in questo territorio.
Attraverso la fotografia, trasforma oggetti domestici—bicchieri, piatti, tazze, posate, tovaglie—in nature morte silenziose e sospese. Le sue sculture Untitled in vetro di Murano, scolpite da un unico blocco ma apparentemente colme d’acqua, abitano una sala da pranzo dove i bicchieri si riempiono e si svuotano, ancora e ancora.
Questi bicchieri, invece, rifiutano la loro funzione convenzionale.
Da oggetti utili diventano oggetti di pensiero.
Si spogliano del contesto e della narrazione.
Restano in bilico tra l’ordinario e l’immaginario.
Eternamente pieni e vuoti, fragili e solidi, sospesi fuori dal tempo.
Come una ricetta: che continua a vivere nella memoria e nell’immaginazione, molto dopo averla assaggiata.
E ognuno è libero di farne ciò che vuole.

Credits: Paolo Terzi
Massimo Bottura racconta uno sguardo che si riflette nell’intera Francescana Family:
“Quest’opera rivela un diverso aspetto della realtà e cattura la poesia del quotidiano. Se guardi con occhi nostalgici, vedi tre bicchieri d’acqua; se guardi con occhi pieni di poesia, assisti al mistero della luce e della materia.”
L’Arte è Untitled.
NEVER STOP PLANTING.


